messa a fuoco

Messa a fuoco

C’era una volta una fata, che si presentò a una giovane mamma. La mamma teneva in braccio il suo neonato e la fata le disse: «Puoi esprimere un solo desiderio per tuo figlio e io lo esaudirò». La giovane mamma ci pensò e disse: «Vorrei che mio figlio non piangesse mai». E la fatina lo uccise.

«Ho messo tutto in una scatola. Voi, noi, la vostra, la nostra vita: un secolo, buttato dentro senza cronologia. Le fotografie, i ritagli di giornale, gli annunci mortuari che avete sempre conservato, le lettere della nonna, le interviste del papà, il viso di una bimba sconosciuta con il nastro e il fiocco nei capelli, i documenti, le lettere, i ritratti a carboncino di un pittore amico. Cinquanta, trenta, cento anni fa, ieri. Ho messo tutto insieme in una scatola e ogni tanto ci affondo le mani, come nella terra, e pesco a caso un frammento di radice». Inizia con queste parole la raccolta di ritratti familiari con cui l’autrice compone il suo libro. In un momento di svolta nella vita in cui le radici assumono una funzione e vengono guardate con occhi diversi, con uno sguardo distaccato e lucido, ma ammorbidito dall’esperienza e unito alla consapevolezza dei limiti che l’età, per fortuna, ci regala. 

Informazioni aggiuntive

  • anno: 2006
  • numero collana: 27
  • pagine: 78
  • ISBN: 978-88-86780-57-5
  • acquista: Fuori commercio

Elena Rondy-Gay des Combes

È nata e ha vissuto a Lugano fino alla sua morte avvenuta nel 2016. Laureata in lettere, ha soggiornato per un lungo periodo nella Svizzera francese e tedesca. Dopo un’esperienza nell’insegnamento e come traduttrice, ha poi continuato la sua attività professionale in altri settori, continuando tuttavia a coltivare privatamente la sua passione per la scrittura. Collabora, con racconti brevi, a diverse rubriche e riviste in Ticino. Con le edizioni Tufani ha pubblicato Messa a fuoco (2006) e Dissolvenza (2014). Ha scritto inoltre Berna svizzera (Ogni uomo è tutti gli uomini, Bologna, 2006), Figure in un interno (Ogni uomo è tutti gli uomini, Bologna, 2010) e Le città visibili, con le fotografie di Gabriella Corti-Arsuffi (Ogni uomo è tutti gli uomini, Bologna, 2011).