parole con le gambe

Parole con le gambe

Traduzione e postfazione di Emanuela Cavallaro

Una bambina scopre la lingua e la scrittura giocando con le parole, e così facendo indaga a fondo i significati di quelle stesse parole, portandoli all’estremo e interpretandoli con assoluta precisione, facendoli così scivolare nel loro contrario, portandone alla luce il lato assurdo.
Le difficoltà della protagonista con l’ortografia sono il segno della sua difficoltà ad adeguarsi al sistema-lingua, a trasporre la propria personalità multiforme in quello strumento rigido e razionale che è la lingua, e in particolare la lingua tedesca. La narratrice bambina guarda dal margine; è straniera nell’ordine grammaticale. E questa sua posizione marginale le permette una visione e una prospettiva insolita e ironica della lingua, e allo stesso tempo del mondo. Così tutto si trasforma nel suo contrario, e in particolare nel contrario di ciò che chi legge si aspetta.
La bambina è straniera nella lingua così come lo è nel mondo, nella realtà in cui si trova a vivere, e di cui fatica non poco ad accettare le regole. Il suo faticoso apprendistato alla scrittura è anche simbolo del più faticoso apprendistato alla sopravvivenza. La Germania del dopoguerra e dei primi anni Sessanta, in pieno boom economico e con una gran fretta di dimenticare, è il teatro di questo apprendistato, e viene descritta con icastiche pennellate.

Informazioni aggiuntive

  • anno: 2005
  • numero collana: 26
  • pagine: 143
  • ISBN: 978-88-86780-56-8
  • prezzo: € 12,00
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Friederike Kretzen

Friederike Kretzen nasce nel 1956 a Leverkusen, in Germania. Studia Sociologia ed Etnologia a Giessen. Già durante gli studi fonda un gruppo teatrale, più tardi lavora come assistente di regia al Gießener Stadttheater e come autrice di teatro al Residenztheater di Monaco. Dal 1983 vive a Basilea, in Svizzera, dove torna sempre, pur con lunghi intermezzi ad Amsterdam, Londra, Boston, Venezia. Lavora, oltre che come autrice, come pubblicista e insegnante. Dopo i primi romanzi, Die Souffleuse (1989), Die Probe (1991) e Ihr blöden Weiber (1993) e una raccolta di poesie Weißes Album (2007), ha scritto una trilogia di cui il presente Indiander (1996), titolo italiano Parole con le gambe (Tufani editrice, 2005), è il primo atto, seguito da Ich bin ein Hügel (1998), titolo italiano Io sono una collina (Tufani editrice, 2010) e da Übungen zu einem Aufstand, 2002, tradotto in italiano col titolo Esercizi di rivolta (Tufani editrice, 2016). Infine troviamo Véronique ero io (Tufani editrice, 2015). Traduzione e postfazione dei romanzi citati a cura di Emanuela Cavallaro